Il risultato complessivo è precisamente ciò che la critica ha dichiarato: “Un’avventura intergalattica con le immagini e l’impatto di Guerre stellari e una trama che la distingue come un capolavoro”. È stato anche giustamente dichiarato una bomba di portata fenomenale, avendo dominato, una dopo l’altra, le liste nazionali dei best-seller per un anno intero, per poi arrivare in cima a quelle internazionali: un vero e proprio avvenimento nella storia dell’editoria. “Quando è ritornato a scrivere, L. Ron Hubbard ha sorpreso tutti”, ha fatto notare un esponente del mercato librario. “Un avvenimento equiparabile sarebbe stato il ritorno di Platini al Saint Etienne”. E ancora, con delle vendite iniziali ammontanti a oltre due milioni di copie, inevitabilmente si sentì molto parlare del libro come di un vero e proprio catalizzatore culturale; Battaglia per la Terra ha ispirato devozione perenne tra i fan di questo genere letterario ed è regolarmente classificato come uno tra i sei racconti più degni di essere ricordati dell’intero genere fantascientifico, accanto a Dune di Frank Herbert e a Straniero in terra straniera di Robert Heinlein. Inoltre l’opera è diventata oggetto di studio in circa quaranta istituti, tra cui – giustamente – la George Washington University e la Harvard University dove L.Ron Hubbard stesso aveva tenuto delle conferenze molti anni prima.

     Infine, e cosa di massima pertinenza in questo contesto, c’è tutto ciò che il romanzo finì col rappresentare come vero e proprio creatore di trend. Essendo stata la prima opera di fantascienza ad aver attratto, dopo più di vent’anni, un numero davvero consistente di lettori (il sopracitato Straniero in terra straniera di Heinlein era stato l’ultimo), a Battaglia per la Terra viene a buon diritto ascritto il merito di aver ispirato la rinascita dell’intera narrativa fantascientifica. È un dato di fatto: nel giro di quattro anni dalla pubblicazione di Battaglia per la Terra, la narrativa fantascientifica, che una volta veniva trascurata ed era principalmente materiale per prime edizioni tascabili o per editori specializzati, divenne all’improvviso responsabile di un buon dieci per cento di tutte le vendite nel settore della narrativa. Ecco quindi che alla fine Battaglia per la Terra venne descritto come un “punto di riferimento” e “un’epopea di cui si continuerà a parlare negli anni a venire”.

     Il seguente breve articolo di L. Ron Hubbard è stato acclamato come un vero e proprio classico, in particolare “un saggio che delinea la fantascienza come ’un araldo del possibile’ e la fantasy come il ’non postulare affatto alcun limite’”. A tutto ciò che è stato detto finora della posizione assunta da Ron nel meraviglioso regno del possibile, potremmo aggiungere un’altra cosa pertinente: descrivendo se stesso in un primo tempo diffidente e in realtà “parecchio ignorante” nel campo della fantascienza, Ron accenna a un altro fatto significativo nella storia di quel genere letterario. Ciò che all’inizio aveva alimentato quel campo non era stata, come viene spesso sostenuto, la visione di John Campbell di nuove meraviglie della tecnologia, scritte da una scuderia di “tecnoscrittori” del Massachusetts Institute of Technology e del California Institute of Technology. No, ciò che aveva alimentato la fantascienza era stato lo stesso materiale che aveva alimentato tutta la grande narrativa, vale a dire, tutto ciò che abbiamo esaminato sino ad ora con “questa attività dello scrivere”.



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