L’ultimo vessillo è un perfetto capolavoro di fantascienza come non ne sono mai stati scritti finora.”
– Robert Heinlein

“Una pietra miliare dei classici! Nel corso dei decenni è stato ricordato come uno dei classici memorabili nel campo della fantascienza.
– Robert Bloch

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     Una volta in campo, le unità, formate dai resti di un esercito, erano insensibili “a tutte le cause e a ogni tipo di rapporto umano” e nutrivano fiducia solo nel loro tenente. Tuttavia egli era, “dopo tutto, un dio molto soddisfacente. Li sfamava, li vestiva e li conservava in vita, il che era più di quanto qualunque altro dio avrebbe saputo fare”. Se il nemico era chiaramente fascista, i socialisti non erano degli alleati. Cionondimeno, l’opera non era una dichiarazione politica; era contro la guerra e inevitabilmente accese una controversia di non piccole dimensioni in quella vigilia di mobilitazione internazionale.

“Mi è piaciuto in modo particolare La trama proibita perché è una parodia aregola d’arte della narrativa di avventura ed è scritta con un’immensa leggerezza e con un tocco che non si trovano tanto facilmente di questi tempi.”
– James Gunn
Storico di fantascienza, Professore di letteratura

“Un racconto d’avventura scritto nel grande stile in cui i racconti d’avventura dovrebbero esserlo.” – Clive Cussler

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     Contemporaneamente, o quasi, troviamo un’altra categoria di opere di L. Ron Hubbard di quel periodo: la fantasy per adulti. Se il genere era stato affrontato in via sperimentale da quel professor Mudge che si spostava per mezzo della telecinesi, esso venne realizzato appieno per la prima volta con “L’avventura delle Mille e una notte”. Parlando di un modernissimo viaggio nel regno de Le mille e una notte, il racconto era il primo di una numerosa serie, che avrebbe attinto al mondo dei miti arabi e che avrebbe giocato un ruolo non secondario nella fondazione, da parte della Street & Smith, della rivista Unknown, il più memorabile fra tutti i veicoli di diffusione della fantasy, lanciato espressamente per dar spazio a storie come quelle di L. Ron Hubbard.


Schiavi del sonno è diventato una specie di espressione gergale. Vari brani delle opere di Ron sono entrate a far parte del linguaggio comune in un modo che ben pochi altri scrittori avrebbero immaginato.”
– Frederik Pohl

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     A breve distanza da “L’avventura delle Mille e una notte”, e sempre per le pagine di Unknown, venne “Gli schiavi del sonno”, di ispirazione simile. Di nuovo, lo scenario è quel mondo immaginario de Le mille e una notte e di nuovo il protagonista è in tutto e per tutto moderno (in questo caso un impiegato addetto alle spedizioni, condannato a esistere contemporaneamente in mondi paralleli). Descritta come un prototipo delle storie sulle dimensioni alternative, l’opera fornì l’ispirazione a molte imitazioni; da ciò la nota di J. W. Campbell a L. Ron Hubbard: “Ho detto ad alcuni dei tuoi colleghi di leggere Washington Irving come esempio di pura fantasy... aggiungendo che non dovrebbero occuparsi de Le mille e una notte perché tu ti sei impadronito di questo genere prima di chiunque altro”. Tuttavia, verso la metà dell’estate del 1940 L. Ron Hubbard aveva posato gli occhi su un terreno ancora più elevato, dove non era facile seguirlo.

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Il soldato della luce vibra di grande energia, personaggi avvincenti e avventure meravigliose... una cornucopia d’avventure favolose, personaggi stupendi e un gran divertimento.”
– Roddy McDowall



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