[Ogni volta che gli uomini si trovano ad affrontare l’impossibile, si  mettono a ridere.]      Quindi, a meno che non sia possibile scoprire qualche principio generale con il quale conciliare tali questioni, continueremo a incespicare, a barcollare e a chiedere scusa.

     In modo alquanto accidentale ho scoperto ciò in cui sembra consistere tale principio generale. Nell’attività dello scrivere, di tanto in tanto si è chiamati a stare davanti ad aspiranti alla professione e a proferire parole magiche. È raro che le parole abbiano molto di magico; di solito lo scrittore afferma che è un’ottima professione, che i redattori leggono i manoscritti e che per vendere bisogna produrre. L’oratore saggio non si avventura mai oltre, perché per quanto riguarda la comprensione si ritroverebbe solitario come un’aquila in cielo. Non si possono capire le reazioni dei redattori, a meno che non le si siano sperimentate. Non si può condurre una dissertazione sui meriti relativi della tecnica, a meno che non se ne si siano affrontate le sofferenze nella loro forma più inquisitoria. Non si può scrivere affatto a meno che in primo luogo non si abbia un dono piuttosto misterioso. E va avanti così.

     Ma in quella particolare occasione mi trovavo ad affrontare l’impossibile in persona. Per dirla chiaramente, era stato richiesto che “parlassi per quarantacinque minuti e dicessi tutto a proposito della stesura e del marketing dei racconti brevi”. E dato che si potrebbe parlare per quarantacinque anni senza approfondire l’argomento al di là di un trattamento superficiale, era un segnale per dare il via alle risate. Ogni volta che gli uomini si trovano ad affrontare l’impossibile, si mettono a ridere.      Tuttavia, la cosa rappresentava una sfida. Dire in quarantacinque minuti tutto quello che c’è da dire sulla stesura e sul marketing dei racconti brevi sarebbe stata un’alta vetta da scalare. E il fatto di essermi rifiutato di scalarla mi irritò. Non mi piace ammettere che qualcosa sia impossibile. Non si poteva fare e non era mai stato fatto e non sarebbe mai stato fatto... a meno che non riuscissi a concepire un qualche principio generale che abbracciasse l’intero argomento in un’unica mossa di grande portata.


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