La fabbrica dei manoscritti

MATERIE PRIME

     Recentemente una signora, che una volta scriveva gialli per i pulp, mi ha detto che, dal momento che non sapeva niente del lavoro di un investigatore, era andata a raccogliere informazioni in Center Street, dove un sergente del reparto investigazioni le aveva dedicato circa otto ore del proprio tempo. Lei aveva visitato lo schedario fotografico dei criminali, il museo, guardato tutta l’attrezzatura e preso moltissimi appunti.

     Il sergente era molto sorpreso del fatto che la donna fosse andata in quel posto. Disse che in quindici anni lei era la terza persona che si era presentata ed era l’unica che veramente volesse delle informazioni. Diceva che i gialli lo facevano sempre sentire a disagio. Desiderava che gli scrittori si procurassero le informazioni su ciò che scrivevano.

     E lo stesso vale per quasi ogni soggetto. È così facile procurarsi delle buone materie prime, che la maggior parte degli scrittori considera questa cosa parecchio inutile.

     Da qui nascono gli errori che rendono invendibile la vostra storia. Voi non cerchereste di scrivere un articolo sull’acciaio senza perlomeno aprire un’enciclopedia, e tuttavia scommetto che un racconto di narrativa che parla di acciaio non causerebbe mai la minima preoccupazione o il minimo pensiero allo scrittore.

     Bisogna avere delle materie prime. Vi danno un vantaggio in quel campo. E nessuno cerca di procurarsele con una ricerca onesta. Può darsi che per alcuni racconti abbiate cercato lontano, ma per la maggior parte delle vostre storie avete usato la vostra fantasia come libro di testo.

     Dopotutto non cerchereste di fabbricare sapone se non aveste dell’olio.

     Il fatto che scriviate vi apre le porte ovunque andiate. Pochissimi signori si rifiuteranno di soddisfare la vostra curiosità. Persone di ogni campo sono ansiose di fornire a uno scrittore tutte le informazioni che questi può utilizzare, perché allora – pensano – il loro campo sarà descritto con fedeltà. È più probabile che incontriate ostilità se non esaminate i fatti.

     Le materie prime sono più importanti di uno scrivere sofisticato. Dovete conoscere il vostro soggetto.

TIPO DI LAVORO

     Vi è facile stabilire quale tipo di racconto scrivete meglio. Non c’è niente di più semplice. Vi basta considerare le vostre preferenze e le vostre avversioni.

     Ma la questione non è tutta qui. Che cosa scrivete e vendete meglio?

     Una scrittrice mi ha detto che può scrivere ottimi racconti sul tema del matrimonio, che le piace scriverli e che viene continuamente tormentata perché ne scriva. Ma i mercati per questo tipo di racconti sono pochi. Per mangiare, questa scrittrice usa il secondo argomento preferito: racconti rosa.

     Il mio agente ha fatto una stretta regola di non occuparsi mai di un tipo di racconto che non abbia almeno cinque mercati. In questo modo risparmia a se stesso letture infinite e ai suoi scrittori una quantità infinita di parole. Un racconto dovrebbe avere almeno cinque buoni mercati, perché ciò che piace a un redattore non piace all’altro, e ciò che va bene in un posto non va bene in un altro. Con tutto il dovuto rispetto per i redattori, le loro idee cambiano e i loro punti di vista e le angolazioni che usano non sono mai troppo rigide. Sono interessati principalmente a racconti di buona qualità. A volte ne comprano troppi. A volte ne hanno bisogno di un certo tipo, che voi non fornite. Così restano quattro redattori che possono dare l’agognato spazio.

     Anche se uno scrittore non dovrebbe scrivere cose che non gli piacciono, deve pur sempre mangiare.

La fabbrica dei manoscritti continua...



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